I bambini ci indicano la via.
Ieri lo abbiamo dimostrato camminando letteralmente dietro di loro. Il Corteo della Pace di Uras è stato organizzato dalla scuola dell'infanzia. Noi Scuola del Popolo abbiamo aderito. Ci siamo ritrovati in tanti, forse pià di cento/duecento partecipanti, in maglietta bianca e braccialetti con i colori della pace. Tutti i grandi dietro, a seguire i più piccoli.
Non è una metafora. È quello che è successo.
Con questa scuola noi camminiamo da tre anni, soprattutto sul tema della violenza sulle donne. Un percorso che a marzo ha coinvolto cinquecento studenti del circondario con la chiusura del progetto Cassette rosse. Ieri sono stati loro, quelli della scuola, a chiamare noi adulti e associazioni in strada. Hanno portato i loro disegni, le loro idee di pace, la loro capacità di credere che le cose possano cambiare.
Uras ha risposto unita. Associazioni, cittadini, scuole: tutti insieme, perché costruire comunità non è un esercizio retorico, è la risposta concreta a un mondo in cui il rumore della guerra si fa ogni giorno più vicino.
Noi abbiamo imparato qualcosa.
La Scuola del Popolo di Uras c'era, come sempre, quando si tratta di costruire comunità. Ma non dimentichiamoci domani di questo appello
