report del quarto circolo di studio del 17 luglio 2026
Il 16 luglio Uras ha toccato i 45,8°C, tra i valori più alti registrati in Sardegna in quei giorni (dato riportato da Ansa e dalla stampa regionale). Ma c'è un'altra "ondata" che rischia di prosciugare la vita del nostro paese: lo svuotamento della nostra scuola primaria in un futuro vicinissimo e, a seguire, dell’intera scuola.
I numeri. Secondo la ricerca della Scuola del Popolo di Uras sui dati anagrafici locali, tra il 2014 e il 2018 nascevano qui 18-19 bambini l'anno; tra il 2021 e il 2024 la media è scesa a 11-12, un calo vicino al 40%. La normativa fissa a 15 il numero minimo di alunni per formare una classe della scuola primaria. Dal 2027/28, quando entreranno in prima elementare i nati del 2021, il meccanismo inesorabilmente si bloccherà.
Un paese di vecchi? L'indice di vecchiaia di Uras nel 2025 è 301,6 anziani ogni 100 giovani, contro una media nazionale di 207,7, uno scarto reale del 45% circa. L'indice di dipendenza strutturale di Uras è 64,9 individui a carico ogni 100 attivi, contro i 57,8 della media italiana: un carico superiore di circa 7 punti percentuali. Anche in questo contesto particolarissimo la normativa che regola la formazione delle classi agirerebbe inesorabilmente. L’art. 81 della Costituzione sancisce, infatti, il principio del pareggio di bilancio. In parole povere le necessità contabili nei fatti prevarrebbero anche sulla negazione di un diritto sacrosanto. Questa è la spiegazione che verrebbe data dalla politica per spiegare i tagli fatti e la mancanza di interventi nel concreto. Anche se questo fatto colpisse un centro che già soffre di presenza altissima di anziani che combattono già oggi alla ricerca di un medico. Da alcuni anni non sono più presenti medici di famiglia in questo centro.
Eppure… abbiamo capito durante i lavori del circolo di studio che l’Italia investe in istruzione il 3,9% del Pil, contro una media UE del 4,7% (dati Istat/Eurostat 2023) tra le percentuali più basse d'Europa. Ma negli ultimi anni in Italia le spese per le armi sono salite a livelli stratosferici. L’astensionismo, presente purtroppo anche ad Uras, come si vede presenta regolarmente il conto ed ha una ricaduta diretta e inesorabile su tutti.
I lavori… La conoscenza dei meccanismi, la necessità di intervenire prima che l’inevitabile accada è la logica che ha prevalso in questa riunione. Abbiamo seguito tutti i passaggi: dalla Legge di bilancio sino alla responsabilità ultima del Dirigente Scolastico. Abbiamo raccontato ed esaminato tutte le possibili soluzioni già adottate nelle altre realtà locali, le vittorie e le sconfitte. Abbiamo cominciato a discutere se sia meglio avere la scuola sotto casa, qualunque essa sia, o avere invece una scuola di qualità. Ci siamo lasciati con tre impegni: monitoraggio costante dati demografici, contatto continuo con la scuola, raccolta di esperienze e idee per affrontare il problema prima che qualsiasi decisione venga presa sulla testa dei cittadini uresi. Ringraziamo il Dirigente Scolastico Tullio Corona e il sindacalista Antonello Cossu intervenuti in qualità di esperti.
I Circoli di Studio vogliono essere una palestra per allenarsi ad una cittadinanza consapevole ed attiva. Perché è necessario “Capire per scegliere, non subire.


