Scuola del Popolo di Uras

  • Referente: Alessandra Corongiu
  • corongiu.a@gmail.com
  • Via Marconi 62, Uras

La Scuola del Popolo di Uras, nata in seno alla CGIL e cresciuta in stretta sinergia con l'Auser locale, il CPIA di Oristano e le istituzioni del territorio, è diventata un vero e proprio laboratorio permanente di animazione culturale, civica e sociale.

Questa realtà dimostra come, anche nei piccoli centri, con lo slogan “Non è mai troppo tardi” sia possibile creare una proposta culturale di altissimo livello per contrastare la solitudine, recuperare le radici e costruire una comunità coesa e consapevole. Ecco le iniziative cardine realizzate dal 2020 ad oggi:

  1. Il Corso di Lingua Sarda con Giampaolo Salaris

La difesa e la trasmissione della lingua e della memoria locale sono al centro dell'azione della Scuola. L'offerta si articola su due binari complementari:

Il Corso di Sardo: Guidato con grande competenza dal docente Giampaolo Salaris, il corso offre uno studio strutturato della lingua sarda. È uno strumento fondamentale per contrastare l'omologazione linguistica, restituendo dignità, regole e vitalità a una lingua che dimostra di essere non solo memoria, ma uno strumento vivo per la comunicazione contemporanea e letteraria.

  1. "Contus e Chistionis"

Curato con passione dalle docenti Nora e Vitalia Piras, è un percorso di riscoperta delle tradizioni locali attraverso la narrazione. Grazie allo scambio intergenerazionale, le esperienze degli anziani vengono valorizzate e documentate, trasformando la memoria orale in un ponte verso il futuro.

  1. Il Simposio Nazionale di Scultura su Basalto

Un progetto visionario che ha trasformato Uras in un cantiere d'arte. Con il tema "La forza dei giovani per cambiare la società", il simposio ha visto talentuosi scultori (Aurora Avvantaggiato, Jacopo Cau e Giuseppe Solinas) lavorare enormi blocchi di dura pietra locale nel cortile dell'Auser. Un'operazione per rilanciare lo sviluppo sostenibile del territorio a partire dalla cultura, lasciando in dono alla comunità opere destinate ad abbellire le piazze del paese.

  1. Il Ciclo di Cinema: Finestra sul Mondo e sull'Isola

In collaborazione con il maestro Antonello Cossu del CPIA, Uras è diventata un vivace cineforum. Le rassegne hanno spaziato su vari fronti:

"Viaggio nel cinema sardo... di ieri e di oggi"*: per esplorare l'identità isolana.

"Storie di lavoro al cinematografo"* e *"Le periferie del mondo"*: per stimolare il senso critico sulle dinamiche sociali ed economiche.

"Il futuro è donna": un viaggio nell'immaginario cinematografico al femminile.

  1. Ciclo di Conferenze: "Uras... intrecci di idee"

La Scuola del Popolo promuove il dibattito di alto profilo. Questo ciclo di conferenze ha trasformato Uras in un crocevia di riflessioni su temi storici e contemporanei (diritti di cittadinanza, Costituzione, antifascismo, dinamiche del lavoro), offrendo alla popolazione strumenti per informarsi e discutere in modo costruttivo e democratico.

  1. Ciclo di conferenze “Un fine d’anno di cultura”

Una serie di iniziative culturali per chiudere il 2023. Questa è l’iniziativa dell’Auser e della Scuola del Popolo di Oristano, patrocinata dal Comune di Uras, che ha predisposto una serie di incontri per la presentazione di libri di alcuni autori sardi, senza dimenticare l’attualità con la promozione di un dibattito sul tema del “Salario minimo”

  1. L’orto sociale

Nel corso ci si è concentrati sulla pratica più che sulla teoria disponendo di uno spazio che verrà trasformato come "orto sociale". La didattica sarà nello stile "Scuola del Popolo": chi più sa, mette a disposizione degli altri la propria conoscenza e competenza. Ovviamente il rischio sarà quello di una leggera confusione rispetto alla classica lezione, ma è un rischio che si correrà volentieri. Come innestare, seminare pomodori, vedere crescere verdure e fiori. Un vero e proprio orto sociale con raccolto messo a disposizione dei corsisti.

  1. Architettura e grammatica delle forme.

Questo corso ha illustrato qualcosa di diverso da quanto potremmo trovare in una guida turistica ma anche in un libro di storia dell'arte. Si è evitato, per quanto possibile, fare elenchi di monumenti con date, autori, committenti. Si è cercato, riuscendoci, di trovare le "chiavi" utili a interpretare le forme dell'architettura. La capacità di capire le "leggi di composizione" non si è limitata all'osservazione dei monumenti del passato ma è stata estesa anche a forme naturali da cui ogni civiltà ha sempre preso ispirazione. Il curatore del corso è stato il Prof. Carlo Pettinau, ingegnere e docente di lunghissima esperienza, che si è messo a disposizione dei corsisti e dei soci dell’Auser di Uras per questa nuova esperienza. Il corso gestito dal Prof. Carlo Pettinau ha impegnato i corsisti di Uras per due annualità.

  1. La Proposta del Museo Multimediale "Sa Batalla de Uras"

La Scuola del Popolo non guarda solo al presente, ma lavora per il futuro del territorio. In quest'ottica è nata la lungimirante proposta per la creazione di un moderno Museo Multimediale. L'obiettivo è celebrare e rendere fruibile a tutti – dai cittadini ai turisti, fino alle scolaresche – la storica "Battaglia di Uras" del 1470 (la vittoria delle truppe sarde di Leonardo Alagon sull'esercito aragonese). Un progetto innovativo che usa la tecnologia per fare storia, rilanciando l'identità locale e creando un potenziale volano per il turismo culturale della zona.

  1. Cassette rosse.

La Scuola del Popolo di Uras, con l’Auser e del suo gruppo “Casa delle donne”, ha organizzato l'allestimento di "Cassette rosse" sulla falsariga dell'iniziativa della Scuola del Popolo dello SPI di Rieti Roma EVA. Si tratta di "Cassette postali rosse" dove poter raccogliere contributi come poesie, testi, saggi o qualunque messaggio che parli della violenza sulle donne e su come contrastarla. Dal 2023 si replica ogni anno coinvolgendo gli alunni della scuola e la cittadinanza

  1. "Petali di musica e petali di Mirto"

Una giornata in due tempi. Nella mattina un vasto pubblico composto da studenti, anziani, volontari sardi e corsisti della Scuola del Popolo provenienti da alcune città italiane, si ritroverà a riflettere sulla violenza contro le donne attraverso la musica e le storie elaborate dagli studenti. Il pomeriggio ci si è stretti invece attorno a una tavola, si è lavorato insieme la pasta della tradizione sarda e si è ragionato su cosa significa accoglienza e ospitalità in un'epoca in cui l’individualismo fa chiudere le porte ed erigere muri.

L’attività del mattino “Petali in musica” è stato il momento di restituzione del lavoro fatto dai ragazzi di varie scuole romane e del terralbese sul tema della violenza sulle donne. Tutto si è svolto davanti ad una platea intergenerazionale e interregionale che va dai tredicenni della Scuola media sino ai corsisti della Scuola del Popolo, alcuni dei quali ultrasettantenni. Tra le performance musicali e reading programmati si è ascoltato anche una toccante testimonianza portata da Elena Amato, la cui sorella è stata vittima di un femminicidio. Il lavoro di questi mesi, iniziato il 25 novembre ’25, è stato già raccolto in un libro dal titolo “Ascoltare il silenzio” che è stato presentato durante la mattinata e donato alle scuole e alle biblioteche del territorio.

 

Nel pomeriggio si è cambiato registro. Ad Uras, nella sede della Fondazione Berlinguer con inizio alle ore 16,30, ecco infatti “Petali di mirto”. Si è affrontato un tema provocatorio, caro alla Scuola del Popolo: in un mondo in cui da oltre quaranta anni ci si è nutriti di neoliberismo e dove è esplosa un’epidemia che fa definire il nostro il “Secolo della solitudine (N. Hertz)”, che valore dare oggi all’ospitalità, all’inclusione e all’accoglienza? Al termine del dibattito, si è allestito un laboratorio sul confezionamento delle “lorighitas”, perché il recupero della cultura popolare è fondamentale per consolidare, oggi, le comunità che tendono a sgretolarsi.