La pagina Facebook Coriandoli di solitudine, aperta a fine agosto 2025, nasce come spazio di osservazione, documentazione e riflessione pubblica su un fenomeno spesso rimosso dal dibattito collettivo: la solitudine nella società moderna. Uno spazio che l’osserva nelle sue molteplici forme e aspetti, con particolare attenzione alle sue ricadute negative nella società moderne. Oggi tutto accade nel disinteresse generale: eppure il nostro è un Paese in cui l’invecchiamento, l’aumento delle famiglie unipersonali e la fragilità dei legami nelle società, sono elementi che dovrebbero far squillare diversi campanelli di allarme.
Accanto alla documentazione dei casi, la pagina propone:
• analisi di dati demografici e sociali (famiglie unipersonali, invecchiamento della popolazione, isolamento);
• riferimenti a studi accademici e contributi di sociologi, demografi e studiosi della solitudine;
• rubriche tematiche che mettono in relazione l’esperienza italiana con quella di altri Paesi, in particolare Giappone e Corea del Sud;
• riflessioni culturali e sociali che interrogano il ruolo delle comunità, dei servizi pubblici e delle reti informali.
Questa pagina va anche oltre: per lanciare un sasso nello stagno, attraverso un lavoro quotidiano di monitoraggio delle fonti disponibili, Coriandoli di solitudine raccoglie e pubblica casi di decessi che presentano caratteristiche riconducibili al fenomeno noto in Giappone come kodokushi. Si tratta del fenomeno più eclatante della solitudine: le persone muoiono nel silenzio, venendo scoperte dopo mesi o anni addirittura. Questo fenomeno è presente anche in Italia. L’obiettivo non è la cronaca sensazionalistica, ma la costruzione di una memoria pubblica e di una consapevolezza collettiva su una realtà diffusa e strutturale: il fatto che non se ne parli non significa che non esista.
Coriandoli di solitudine si rivolge a un pubblico ampio: cittadini, operatori sociali, amministratori locali, studiosi, giornalisti. Il linguaggio utilizzato è volutamente accessibile, ma rigoroso nelle fonti e nell’impostazione, con l’intento accendere un faro sul buio che spesso accompagna temi complessi come la solitudine e l’esclusione.
La pagina si configura così come un archivio in continuo aggiornamento e come uno strumento civico: rendere visibile ciò che tende a restare invisibile, dare nome ai fenomeni prima che diventino emergenze, stimolare una discussione pubblica fondata su dati, casi concreti e responsabilità collettive.
Altro elemento: la Scuola del Popolo, che gestisce questa pagina, cerca di considerare la Sardegna un osservatorio privilegiato sulla solitudine, agendo concretamente al suo interno. L’antidoto proposto nella sua azione quotidiana, infatti, è la valorizzazione della cultura, in particolare la cultura popolare sarda, attraverso la quale si ricostruiscono relazioni e si consolidano comunità. Non si vuole accettare, cioè, la “medicalizzazione della solitudine”, vedendola solo come un problema sanitario (vedi rapporto OMS giugno 2025).
In un Paese che invecchia rapidamente e in cui cresce il numero delle persone che vivono sole, Coriandoli di solitudine rivendica una funzione chiara: ricordare che la solitudine non è una questione privata, ma un fatto sociale e politico che riguarda tutti.
23 gennaio 2026