Concluso il ciclo di lezioni ad Uras
Dopo dieci “atòbius” lunedì 30 marzo si è concluso ad Uras il ciclo di lezioni del corso di lingua sarda gestito egregiamente da Giampaolo Salaris. Strana atmosfera: non sembrava il momento di chiusura di un qualcosa. Al contrario tutti, indistintamente, hanno chiesto che si potesse continuare, magari dopo qualche mese. Raramente avevamo visto un ciclo di lezioni lungo, così partecipato: la prima lezione risale al 26 gennaio 2026. Da allora pochissime defezioni e sempre con non meno di 20 presenti a ciascun “atòbiu”. Si è imparato molto, ma molto c’è da imparare e la volontà di proseguire è stata unanime. La Scuola del Popolo non si tirerà certo da parte e organizzerà, in accordo con Prof. Salaris, un secondo corso a fine estate. Per tutti è stata soprattutto una scoperta: la lingua sarda può essere moderna e, per di più, estremamente efficace anche nella narrativa, oltre che nella poesia. Nel saluto finale Ivo Vacca ha preannunciato delle prossime iniziative, curate dalla Scuola del Popolo, proprio sul tema della difesa della cultura e della lingua sarda. Esiste, infatti, un pericolo reale e concreto legato alla demografia. La Sardegna si conferma per il sesto anno consecutivo come la regione meno feconda d'Italia e tra le ultime a livello globale. Nel 2025, il numero medio di figli per donna è sceso a 0,85, in calo rispetto allo 0,91 del 2024. Per un ricambio generazionale stabile, il valore dovrebbe essere di 2,1. In Sardegna Nel corso del 2025, ben 25 comuni sardi non hanno registrato alcuna nuova nascita. Allo stesso tempo gli Anziani che vivono soli sono oltre 120.000 (circa il 28-32% della popolazione over 65). Nonostante la Sardegna sia una delle 5 "Blue Zones" mondiali per la longevità (con un'alta concentrazione di centenari, specialmente in Ogliastra), la mancanza di ricambio generazionale sta trasformando molti borghi in "paesi fantasma" abitati quasi esclusivamente da ultraottantenni. Se non ci sono giovani a cui trasmettere il proprio patrimonio di conoscenze, lingua, cultura e tradizioni il rischio di perdita dell’identità culturale originale, frutto di una storia millennaria è più che un’ipotesi: è una certezza. La difesa della cultura sarda nel suo complesso, intesa come strumento di contrasto all’individualismo e alla solitudine, resta uno degli elementi fondanti dell’attività della Scuola del Popolo. Per questo l’invito a partecipare alle prossime iniziative è pressante. Un saluto a tutti e arrivederci nel mese di “Ladàmini” (ottobre 2026)
