La Resistenza che non c’è sui libri

La “Festa della Liberazione” che parte dal basso.

L'inaugurazione della mostra e l'incontro con gli autori si terranno il prossimo 29 aprile alle 17:30 presso la Sede Fondazione Berlinguer, in via Marconi 62 ad Uras.

Ci hanno sempre insegnato una Storia fatta di grandi date, trattati, generali e dittatori. Ci hanno abituati a guardare il passato dal balcone dei potenti. Ma chi c’era sotto quel balcone?

La Storia, quella vera, l'hanno fatta le persone in carne e ossa. Il fascismo non è stato solo quello dei libri di scuola o dei palazzi del potere; è stato il prete mandato al confino per aver osato pronunciare la parola "pace" in un'omelia, è stato il respiro trattenuto in un piccolo paese, le paure quotidiane, le piccole e silenziose forme di ribellione di chi semplicemente non ci stava e quelle di chi accettava per impotenza.

Per celebrare il 25 aprile abbiamo quindi immaginato una serata diversa, noi della Scuola del Popolo, della sezione ANPPIA di Guspini e l’Auser di Uras. Nessuna lezione cattedratica, ma un viaggio nelle "microstorie" del nostro territorio, guidati da due voci che di questo approccio dal basso si sono fatti meravigliosi interpreti: il Prof. Lorenzo Di Biase ci racconterà la vicenda umana e coraggiosa di don Giua, il prete sardo che sfidò l'interventismo del regime; il Prof. Franco Sonis aprirà per noi i cassetti dell'archivio del Comune di Uras, restituendoci episodi, volti e battiti cardiaci del nostro stesso paese durante il ventennio. Da questo testo e dalla ricerca di Renzo Steri sui soldati uresi della seconda guerra mondiale, oltre da alcune testimonianze di anziani, verranno letti dei brani dalle volontarie dell’Auser e della Scuola del Popolo.

Ad avvolgere queste storie ci sarà un’atmosfera speciale: la sala sarà allestita con una mostra di giornali della Resistenza curata dalla sezione di Guspini dell’ANPPIA. Fogli stampati di nascosto, passati di mano in mano a rischio della vita, che potremo guardare da vicino per respirare il clima di chi la libertà se l'è dovuta conquistare. Il tutto si concluderà con un rinfresco.

Per chi volesse prendersi il tempo di sfogliare con gli occhi questa memoria, la mostra dei giornali clandestini resterà aperta anche nel pomeriggio del 30 aprile, un'occasione per riflettere assieme proprio alla vigilia del Primo Maggio.

Non è solo la presentazione di due libri. È un modo per ritrovarci, guardarci negli occhi e ricordarci da dove veniamo... per evitare di ripetere gli stessi errori.