“…Sto aspettando, seduta alla finestra, la schiena appoggiata al muro dipinto di rosa. Il mio cellulare vibra. È Brittany – è in ritardo di qualche minuto. «Non preoccuparti,» le scrivo… Qualche attimo dopo, arriva. Slanciata, atletica, il suo sorriso si allarga quando, scrutando la stanza, incontra il mio sguardo. «Ehi, adoro il tuo vestito», dice. Per 40 dollari all’ora non mi aspetto niente di meno. Perché Brittany è «l’amica» che ho noleggiato per un pomeriggio da una società chiamata Rent-a-Friend. Fondata dall’imprenditore del New Jersey Scott Rosenbaum, che aveva visto l’idea decollare in Giappone, ora diffusa in decine di paesi in tutto il mondo, il suo sito web offre più di 620 000 amici platonici a noleggio.” Abbiamo tratto queste righe sempre dal “Il secolo della solitudine” di Noreena Herz, per la sua indubbia efficacia nel tratteggiare un fenomeno che è sempre più presente anche in Italia: le amicizie a pagamento. Niente di sessuale, ma un semplice servizio di compagnia per una passeggiata, per fare shopping o per un cinema. L'emergere dei servizi di "amicizia a pagamento" è direttamente correlato al concetto di "loneliness economy", un'economia trainata dalla crescente diffusione della solitudine, che viene stimata tra i 100 e i 500 miliardi di dollari a livello mondiale. Questo significa che "milioni di persone" a livello globale sono disposte a pagare per avere della compagnia. In Italia agiscono già grandi società internazionali del settore, ma cominciano ad affacciarsi qua e là anche le prime iniziative locali a Bologna, Brescia, Milano, Roma etc…