Ci sono voluti 15 anni per accorgersi della morte di una persona in Spagna, nessuno se ne era accorto. Questa notizia, che abbiamo pubblicato alcuni giorni fa, ha riportato l’attenzione della redazione di “Coriandoli di solitudine” sul fenomeno dei kodokushi: così vengono chiamate le morti solitarie in Giappone. In questo Paese esse sono monitorate e contabilizzate: parliamo di 76.020 persone trovate morte in casa da sole nel 2024, di queste circa 58.000 erano over 65 (National Police Agency). In Italia non esiste un registro nazionale di “morti in solitudine”: questo significa che Italia non esiste questo fenomeno? Essendo convinti del contrario abbiamo provato a capire di più. Abbiamo provato, cioè, a raccogliere gli articoli dei giornali in cui si parlava di questi drammi della solitudine. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiali abbiamo spulciato tutto quello che era in disponibile in rete su questi drammi a partire da gennaio 2024. Come immaginavamo, le cronache giornalistiche (nazionali e locali) riportano numerosi casi distribuiti in tutto il territorio nazionale: casi di anziani trovati morti in casa dopo giorni, persone sole trovate morte, corpi scoperti casualmente da vicini o dai vigili del fuoco, magari in seguito a problemi di vario tipo. È’ stato un lavoro lungo e piuttosto complicato anche per l’intelligenza artificiale. Abbiamo ottenuto un campione casuale, ovviamente non scientifico. Viste le difficoltà ci siamo fermati dopo aver raccolto i primi 100 casi. Abbiamo registrato età, data e località in cui è avvenuto il decesso. Alcuni dati sono quasi ovvi, altri sono invece sorprendenti. Il 60% delle “morti di solitudine” riportate dai giornali riguarda persone over 65. In questo campione non scientifico la maggior parte dei casi viene riscontrata nel nord, segue il sud, il centro e in coda le isole. Questo dato in termini numerici assoluti viene però ribaltato dalle morti rispetto al numero degli abitanti. In questo caso vediamo che le isole registrano un rapporto di 2,99 morti su milione di abitanti, segue il sud con un rapporto di 2,15, il centro con 1,67 e il nord con 1,19. Il numero delle morti in solitudine che appare sui giornali in Sardegna è clamoroso: 7,05 per milione di abitante. L’ultimo caso registrato: un settantatreenne morto a Roma la cui notizia risale al 20 ottobre. Queste ovviamente sono semplici curiosità: potrebbero dimostrare solo la differente frequenza con cui sui giornali locali sono state riportate queste notizie. Però riflettiamo: se un paese come il Giappone ha scelto di contare i propri invisibili, in Italia il fenomeno resta affidato alle pagine di cronaca. Eppure, ogni articolo racconta una stessa verità: la solitudine può uccidere in silenzio, non solo con la morte fisica, ma con l’abbandono progressivo dei legami e dell’attenzione. La Scuola del Popolo, con la pagina Coriandoli della Solitudine, vuole riportare questo tema al centro del dibattito pubblico.
Perché nessuno dovrebbe morire da solo.