Pepi Procu, un assassino?

dal romanzo in sardo "Fintzas a morri"di Giampaolo Salaris.

Pepe correva. Correva per non arrivare tardi, ma è arrivato nel momento peggiore della sua vita.

L'ovile di Giovanni a Maurra è silenzioso, troppo silenzioso. Solo il cane Travessu abbaia da lontano, come ad avvertire che qualcosa si è rotto per sempre. Pepe chiama Giovanni, ma riceve in cambio solo il fruscio delle foglie di fico.

Sotto quell'albero, l'orrore: Giovanni è lì, penzolante. Pepe non pensa alle conseguenze, pensa solo a salvare il suo padrone. Estrae il coltello, taglia la corda, sorregge quel corpo ancora caldo... ma è inutile. Il "poveraccio" cade a terra come un sacco di patate.

Mentre il fumo del dubbio invade la mente di Pepe, due ombre si muovono dietro le siepi di fichidindia: Paolino Mannu e il suo servo Trinta Marengus. Cosa ci fanno lì? Perché non aiutano?

La scelta: Restare e spiegare tutto ai Carabinieri o fuggire verso il monte per salvare la pelle? Pepe sceglie la fuga, ma sarà una breve fuga. Una scelta che cambierà il suo destino per sempre