la cultura dell’accoglienza contro la solitudine.
Il fiore di mirto come simbolo dell’ospitalità, come elemento caratteristico della cultura sarda. Non folklore quindi ma, come spiegava Gramsci, elemento identitario composto dall’insieme di conoscenza e competenze che affondano le loro radici in un popolo e dalla sua storia. Non una cultura avente valore inferiore, ma una cultura che deve riacquistare importanza, autostima e che va valorizzata. Questi concetti vanno a pescare in quei valori distintivi basati sull’accoglienza, solidarietà e collaborazione tra individui e famiglie. Senza questi valori la società agropastorale sarda non avrebbe potuto svilupparsi. Questo il tema affrontato dai presenti all’incontro organizzato dalla Scuola del Popolo e che si è tenuto nella sede della fondazione Berlinguer, in collaborazione con l’Auser di Uras. Un incontro interregionale che ha visto la presenza di Eliana Quintavalle della Scuola del Popolo di Roma, Grazia Tempesti di Prato e Licia Mataresi da Livorno. Come si declina l’ospitalità e l’accoglienza in altri luoghi e come queste possono contrastare l’individualismo e il deterioramento dei legami nelle comunità della società moderna? Vari i contributi interessanti, che costituiranno riflessioni utili per il lavoro della Scuola del Popolo. Al termine si allestito il laboratorio di “lorighittas” la particolarissima pasta originaria di Morgongiori, la cui tecnica è stata insegnata alle ospiti del “continente”. Uno scambio culturale che è proseguito con il coinvolgimento delle ospiti nel ballo sardo. Tutto si è concluso in serata con il classico momento comunitario: le lorighittas sono state cucinate e hanno costituito un momento conviviale tra la Scuola del Popolo del Terralbese e quelle provenienti dal Lazio e dalla Toscana. Si conclude così “Petali di musica e di mirto” iniziata al mattino con la chiusura del progetto Cassette rosse presso la sede di Terralba dell’ISS De Castro Contini. Ci si è dati appuntamento a settembre con il 5° Forum della Scuola del Popolo




