Nelle prossime ore partirà da Siracusa la nuova Global Sumud Flotilla «la più grande missione umanitaria che abbia mai tentato di rompere l’assedio di Gaza», come ripetono gli organizzatori. Questo mentre stiamo vivendo un’epoca distopica, un paradosso doloroso che interroga le nostre coscienze. Mentre celebriamo le conquiste tecnologiche e i viaggi nello spazio della missione Artemis, sulla Terra assistiamo impotenti al bombardamento di città, villaggi e resti millenari. Nello stesso giorno in cui ammiriamo le foto della faccia nascosta della Luna, siamo costretti a guardare il "dark side" del nostro mondo: rovine, fame, distruzione e disprezzo per la vita umana.
L’arroganza del potere e l’impunità dei potenti crescono, mentre diminuisce la speranza nel futuro. Autocrati che si credono dei calpestano confini, trattati e dignità umana.
Ma la solidarietà esiste e resiste.
Contro questa protervia si muove la Sumud Flotilla. Oltre mille persone – non solo attivisti, ma medici, ingegneri, educatori, musicisti da cento paesi – stanno per salpare da Barcellona e dalla Sicilia. Persone che mostrano ai potenti che la terra non è loro proprietà e che ogni essere umano ha diritto all’esistere.
Ma molto dipende anche da noi. A noi che siamo testimoni ma restiamo a casa spetta il compito di alzare la voce. Non possiamo accettare l’ignavia e la prepotenza.
Diffondiamo le notizie, facciamo sentire la nostra vicinanza a chi mette in pericolo la propria vita per difendere l'umanità intera. Lo stanno facendo anche per noi, per i nostri figli.
Oggi, più che mai, è urgente NON TACERE. La vera liberazione si costruisce con la solidarietà attiva.
