Scuola del Popolo Antonio Gramsci di Oristano
Si è appena conclusa l'attività dei corsi di scultura 2025/26 e le opere realizzate sono ora esposte nella biblioteca dell'Istituto Agrario "D. Deodato Meloni" di Nuraxinieddu. Un traguardo che merita di essere raccontato.
C'è qualcosa di profondamente coerente con lo spirito della Scuola del Popolo in quello che è successo in questi mesi in quei locali. Un gruppo di persone — nella maggior parte donne, quasi tutte nella seconda metà della vita, con storie e origini diverse — ha preso in mano uno scalpello e ha cominciato a fare i conti con un blocco di trachite rossa delle cave di Fordongianus.
La pietra non mente. Resiste, fatica, costringe a rallentare. Ma è proprio lì che succede qualcosa di importante: ci si scopre capaci di qualcosa che si credeva riservato ad altri.
Luigi Taras, animatore dei due corsi, ha accompagnato ciascuna e ciascuno lungo questo percorso con pazienza e competenza. Il risultato è una mostra di opere che raccontano non solo abilità tecniche acquisite, ma sogni che aspettavano da anni di prendere forma.
Eccole, queste opere e chi le ha create:
Testa di cariatide con cesta — Giancarlo Cadeddu
Gattino stilizzato — Belinda Huegel
Il chirurgo — Antonio Ippolito
Cesta con frutta — Maria Moscato
Maschera apotropaica — Salvatore Pitzalis
Busto di donna — Ozhan Dogan
Profilo di cavallo bayo — Maria Sanna
Dea Madre Mediterranea — Francesca Pitzalis
Gatto in posa e Gattino in posa — Susanna Meloni
Questo è esattamente quello in cui crediamo: la cultura non è un privilegio di pochi. La capacità creativa non ha un'età, non ha un passaporto, non richiede un titolo di studio. Richiede solo uno spazio in cui provare, sbagliare, riprovare — insieme.
L'esperienza continuerà il prossimo anno, con nuovi lavori e nuove idee. Perché una volta che un sogno trova le mani giuste, non si ferma più.














